Norouz - Equinozio di Primavera

Scritto da Nancy Aharpour
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Il 20 marzo 2015 alle ore 22.45 ora di Greenwich (23.45 ore italiane) inizia la Primavera, ma cosa vuol dire?

Il sole nel suo moto apparente intorno alla Terra giunge al Punto Vernale o Punto Gamma o Ariete.

Da ora in poi inizia la primavera, è il momento di depurare il corpo (argomento che affronterò nel prossimo articolo) e per alcune culture è una festa importante.

Di seguito alcuni articoli, buona lettura! 


[tratto da http://www.risvegliodellacoscienza.com/2011/03/significato-esoterico-dellequinozio-di.html http://it.wikipedia.org/wiki/Norouz e da http://www.focus.it/scienza/equinozio-di-primavera-che-cos-e-e-quando-cade_C12.aspx acceduti il 20 marzo 2014]

L’Equinozio di Primavera, festa di Oestara, Alban Eiler (“Luce della Terra”), veniva festeggiato il 21 di Marzo, momento in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio. Ricordiamo che la parola equinozio deriva dal latino “equus nox”, ovvero “uguale notte”.
E’ il momento in cui la Natura tutta reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali. Rappresenta quindi, una sorta di capodanno.

Ricordiamo anche che nella Roma antica, l’anno aveva inizio proprio nel mese di marzo, dedicato a Marte, padre dei gemelli fondatori della città.

L’Equinozio di primavera celebra il ritorno della primavera e della vita, l’ascesa della Dea dagli Inferi.
E’ una festa che celebra la fertilità della terra e ha un particolare valore soprattutto nel paganesimo dell’area mediterranea dove già all’equinozio il ritorno della bella stagione e il rinnovarsi della natura è evidente.
L’Equinozio di Primavera segna proprio il momento dell’unione in un simbolismo cosmico, legato al risveglio della Natura; a ciò si ricollega il tema del matrimonio fra una divinità maschile, appartenente alla sfera solare, ed una femminile, legata alla Terra o alla luna.

Il Dio Sole si accoppia, infatti, con la Giovane Dea Terra.

In questo giorno venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la tradizione, più a lungo rimanevano accesi, più fruttifera sarebbe stata la terra. In questo giorno venivano, solitamente irrigati i campi, mentre i Druidi, sfruttando la corrispondenza perfetta tra ore solari e ore notturne, celebravano i loro Riti.
l’Equinozio di Primavera è il momento della rinascita, dei nuovi progetti, è il momento in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo. E’ il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità.
Rinascere con la Natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.

Ora il giorno e la notte sono perfettamente in equilibrio ed uguali in lunghezza, e la forza del sole sta crescendo.

Nella ruota dell’anno, segue il solstizio d’estate (21 giugno), allorchè il sole raggiungerà il suo zenith per poi tornare ad accorciarsi.

Norouz

Il Nawrūz (Persiano: نوروز), ma anche - a causa della diversità di pronuncia fra le varie lingue e i vari dialetti - Norouz è una ricorrenza tradizionale che celebra il nuovo anno e che è festeggiata in Iran, Azerbaigian, Afghanistan, Albania, Georgia, in vari paesi dell'Asia centrale come il Turkmenistan, il Tagikistan, l'Uzbekistan, il Kirghizistan e il Kazakistan, e presso le comunità iraniane in Iraq, Pakistan, Turchia, ed in molti altri paesi.

Ricorre il 21 marzo, sebbene in alcune località lo si festeggi il 20 o il 22, venendo di fatto a coincidere con l'equinozio di primavera.

Nato in ambito persiano pre-islamico, e inizialmente festa sacra zoroastriana, il Nawrūz viene celebrato da molti sufi e dai Baha'i. Nei paesi iranici che computano il tempo in base a un calendario luni-solare (detto Hijrī-Shamsī, cioè "egira solare") esso viene considerata una festa ( ʿĪd ) popolare (ma non religiosa), simile al capodanno dei paesi occidentali.

Oltre a rappresentare la data di inizio del calendario legale iraniano e baha'i, il Nawrūz viene anche festeggiato ovviamente come data di inizio della primavera.

 

Equinozio di Primavera astronomico

Il 20 marzo 2015 alle ore 22.45 ora di Greenwich (23.45 ore italiane) inizierà ufficialmente la primavera.

In quel momento esatto il Sole attraverserà uno dei due punti, nella sfera celeste, in cui l'eclittica e l'equatore celeste si intersecano: il cosiddetto punto vernale o equinozio di primavera o punto Aries (l'altro corrisponde all'equinozio d'autunno o punto libra).

Il Sole apparirà perfettamente allo zenit (Lo zenit è l'intersezione della perpendicolare al piano dell'orizzonte passante per l'osservatore, con la superficie dell'emisfero celeste visibile: è il punto sopra la testa dell'osservatore) per un osservatore posto all'equatore, e la durata del dì sarà pari a quella della notte: 12 ore esatte.

Oggi il terminatore o zona crepuscolare, la linea immaginaria che divide la zona d'ombra da quella illuminata del nostro pianeta, collegherà esattamente i due poli terrestri e apparirà verticale.

Da ora fino a settembre, andrà inclinandosi progressivamente regalando luce e calore solare all'emisfero settentrionale (il nostro) a scapito di quello meridionale: per noi, vorrà dire l'inizio della bella stagione, il susseguirsi di primavera ed estate.

Una leggera discrepanza

Un momento: ma non ci hanno insegnato che la primavera inizia tradizionalmente il 21 marzo? Perché allora ne stiamo parlando con un giorno d'anticipo? Non ci sono errori, l'equinozio cade proprio oggi, 20 marzo, e rimarrà il 20 almeno fino al 2020. La "colpa" - se così si può chiamare - è da ricercare nel calendario gregoriano attualmente in uso in gran parte del mondo. Un sistema imperfetto perché non rappresenta esattamente l'anno siderale, ossia il periodo orbitale della Terra intorno al Sole, che è pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi.

Il calendario gregoriano si basa sull'anno tropico o solare di 365 giorni: contempla cioè circa un quarto di giorno in meno di quello che serve alla Terra per completare la propria rivoluzione intorno al Sole. Questo fa sì che ogni anno l'equinozio cada 6 ore più tardi, finché non interviene - ogni 4 anni - l'anno bisestile, con un giorno "extra" a febbraio che serve a "riportare indietro" la sincronizzazione tra anno anno siderale e calendario gregoriano.

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