Fisica Quantistica e relazione mente-corpo

Scritto da Nancy Aharpour
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Cari lettori, oggi vi propongo questo interessante articolo che getta una luce diversa e più energetica sul concetto di malattia, oppure detto in altre parole, sulla disarmonia vibrazionale emessa da uno o più gruppi di nostre cellule...

 

Ve lo propongo perché, a mio avviso, è il concetto fisico che sta alla base del successo delle terapie con i Fiori di Bach, delle sessioni con il Theta Healing, dei trattamenti Reiki, delle sedute di Riflessologia Plantare o di Shiatsu.

Buona Lettura! 


[tratto da http://www.fioriefate.com/static-Home/fisica-quantistica acceduto il 14 febbraio 2014]

L’oggetto del presente lavoro è un viaggio compiuto attraverso le nuove frontiere della scienza moderna. Le rivelazioni della fisica quantistica hanno destabilizzato le fondamenta oggettive su cui la fisica classica aveva basato la sua comprensione della realtà, ampliandone significativamente gli orizzonti e dando vita ad un rivoluzionario modo di concepire l’esistenza.

Le recenti teorie hanno reso indispensabile una riformulazione dei concetti fondamentali di spazio, tempo, materia, oggettività, ecc. Proprio l’ampia portata di questo capovolgimento di prospettiva ha paradossalmente fatto in modo che tali rivelazioni passassero inosservate agli occhi del grande pubblico, in quanto apparentemente inconciliabili con l’abitudinaria visione del mondo.

La fisica moderna propone invece una visione del mondo altamente armoniosa, in cui la coscienza dell’essere umano diventa il principio cardine attorno al quale ruota tutta la realtà da esso percepita; per questo motivo lo studio della psiche assume un’importanza fondamentale non solo per la comprensione dell’essere umano, ma anche per la comprensione dell’intero universo.

Le nuove scoperte tendono quindi ad unire fisica e psicologia, permettendo di riconsiderare in modo più approfondito la natura dell’essere umano attraverso la sua unicità mente-corpo.

Partendo dai primi passi compiuti in questa direzione, è stato Einstein il primo ad introdurre il concetto di equivalenza materia-energia.

Tutto ciò che esiste è energia (dalle entità più solide a quelle più sottili) che si manifesta a differenti livelli di intensità vibratoria.

Anche l’essere umano rientra in questa realtà; la relatività diviene dunque la prima cornice concettuale per la riunificazione mente-corpo.

Attraverso il concetto di energia, i corpi solidi non sono più visti come entità singole e distinte, ma sono legati in maniera inseparabile tra loro e con il loro ambiente; le loro proprietà possono essere comprese solo in termini di interazione reciproca, di interconnessione universale. La natura dell’essere umano può essere compresa solo in una chiave di interconnessione mente-corpo.

Vengono superate le concezioni di spazio e tempo assoluti e indipendenti tra loro in favore di una realtà spaziotemporale a quattro dimensioni, in cui la sensazione comunemente condivise di spazio e tempo corrispondono solo a coordinate di riferimento che il cervello utilizza per costruire la propria mappa mentale, e quindi approssimativa, della realtà che lo circonda e di cui egli stesso fa parte.

Successivamente, la fisica quantistica abbatte definitivamente l’utopia di una realtà oggettiva.

La natura di ogni fenomeno osservato è inevitabilmente soggettiva e varia in relazione al colui che la percepisce; per questo motivo i fisici Bohr e Heisenberg modificarono la terminologia utilizzata nell’ambito delle ricerche scientifiche, sostituendo la parola osservatore con partecipatore.

Essi giunsero anche alla conclusione che esiste un’intrinseca inadeguatezza del linguaggio nella descrizione dei fenomeni, per cui la comprensione della realtà quantistica è essenzialmente esperienziale e difficilmente formulabile attraverso la razionalità e la logica.

Il concetto di campo della fisica classica viene riconsiderato e ampliato attraverso l’ottica della fisica quantistica, dando vita al cosiddetto campo quantistico, l’entità fisica fondamentale alla base della realtà universale.

Tale campo è un’entità continua e presente ovunque nello spazio e le particelle non sono altro che condensazioni locali della sua energia.

La sua principale caratteristica si ritrova nel principio di non località, secondo cui parti lontane di uno stesso sistema interagiscono tra loro istantaneamente con una velocità di comunicazione continua ed istantanea (leggi l'articolo relativo ai bio-fotoni).

A partire dal principio di non località sono sorti tutti i successivi metodi di interpretazione della realtà e della natura umana.

Il neurofisiologo Pribram e il fisico Bohm hanno recentemente unito i risultati delle loro ricerche per dar vita ad un’interpretazione della realtà che si avvale di un’analogia con il fenomeno olografico, per cui tale visione prende il nome di paradigma olografico.

Tale paradigma svela che la realtà comunemente percepita (realtà esplicita) è l’ologramma, o proiezione olografica, di una realtà energetica non localizzata situata ad un livello più profondo (realtà implicita) che il cervello filtra ed interpreta costantemente per renderla razionalmente comprensibile.

Il biologo Sheldrake focalizza invece le sue ricerche nell’ambito più specificatamente biologico, individuando un particolare tipo di campo quantistico soggiacente ad ogni specie animale, essere umano incluso, che ne guida l’evoluzione fornendo tutte le informazioni necessarie.

Tale campo viene chiamato campo morfogeno, e il processo attraverso il quale opera si ritrova a livello subatomico, funzionando come restrizione sulla moltitudine di eventi probabili e indeterminati che si possono verificare all’interno dell’evoluzione di una specie.

Il fisico Henry Margenau parte dalla considerazione che la realtà è un unico grande sistema all’interno del quale possono essere estrapolati un’infinità di altri sistemi minori; la loro considerazione dipende dal tipo di studio che si vuole effettuare.

Anche l’essere umano è un sistema al cui interno vivono altri sistemi più piccoli (come le cellule) ed è egli stesso inserito in un sistema più ampio, chiamato organismo Uomo.

Vi è quindi una Mente Universale più vasta di cui la mente individuale è solo un sottosistema; tale ipotesi è una convalidazione, attraverso la fisica moderna, dell’Inconscio Collettivo proposto da Carl Gustav Jung.

La natura di un individuo e la genesi delle sue malattie possono essere comprese solo considerando il suo rapporto con l’intera specie di cui fa parte.

Così come ogni azione o movimento energetico compiuti da una cellula si ripercuotono sull’organismo entro la quale è inserita, modificandone l’intera configurazione, anche ogni atteggiamento e comportamento di un singolo essere umano provoca inevitabili conseguenze sull’intera specie umana, sia esso di ampia portata o minimamente rilevante.

L’analogia cellula-uomo permette dunque di comprendere che ogni malattia è portatrice di un messaggio, in quanto saranno una concomitanza di forze del sistema in cui si è inseriti a regolare lo stato di salute dell’individuo, attraverso un principio omeostatico.

Ogni tipo di malessere è sempre incentrato sulla ricerca di ripristinare un disequilibrio di fondo nel rapporto con se stessi e con gli altri.

Per dare una risposta al quesito di che cosa impedisca al singolo individuo di percepire la realtà quantistica entro cui è inserito, viene ipotizzata l’esistenza di tre particolari forze, denominabili limitatori biologici, che svolgono la funzione cerebrale di filtrare e ridimensionare la percezione della realtà in modo tale da poterla rendere comprensibile.

Essi sono:

  • la fessura tempo, che regola la percezione del tempo in modo unidirezionale e costante;
  • il muro personale, che crea il senso di isolamento individuale dando vita alle diverse espressioni dell’ego;
  • il muro stocastico, che regola la sensazione del libero arbitrio.

La motivazione per cui la maggior parte degli esseri umani condivide la stessa visione del mondo, è dovuta all’esistenza di un consenso comune inconscio, ossia una condivisione collettiva del modo di percepire la realtà insita nella Mente Universale della specie umana.

Ogni individuo crea e mantiene in piedi la costruzione di questa realtà costantemente ed inconsapevolmente attraverso il suo contatto non localizzato simultaneo con tutti gli altri individui.

Dal punto di vista della fisica quantistica, ad ogni pensiero o immagine mentale corrisponde una particolare frequenza energetica che trova la sua corrispondenza, o affinità vibrazionale, con una determinata zona del corpo; è attraverso questa prospettiva energetica che trova riscontro la teoria della specificità d’organo.

Questa visione sembra oltretutto trovare riscontro nelle più recenti scoperte compiute in ambito biochimico dalla Perth, la quale ha accuratamente studiato la sottile interazione esistente tra mente, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario, giungendo sostanzialmente a confermare la realtà energetica dell’essere umano e la sua indissolubile unità mente/corpo.

Il paradigma energetico permette di comprendere la natura dei fenomeni che costituiscono la base di ogni interazione umana, come il transfert, il controtransfert e il tele.

I miglioramenti e i cambiamenti che si verificano durante un processo terapeutico trovano spiegazione attraverso una precisa modalità energetica che riesce ad instaurarsi tra il terapeuta e il paziente, denominata risonanza, strettamente collegata alle qualità personali come l’onestà, la sincerità e la disponibilità, che già molti autori, tra cui Ferenczi e Bion, avevano precedentemente individuato.

Tale modalità corrisponde ad un sottile allineamento dei due campi energetici, nel quale il campo più disequilibrato del paziente potrà trarre vantaggio da quello del terapeuta.

In linea con questi nuovi approcci terapeutici introdotti dalla fisica quantistica si ritrovano molti medici e psicoterapeuti passati e contemporanei; a partire dalle prime rivoluzioni concettuali ad opera di Groddeck, Weizäcker, Alexander e Reich, fino ai giorni nostri con Chiozza, Hamer e Butto.

Il filo conduttore che unisce tutti gli studi di questi autori è la ricerca di una prospettiva terapeutica in grado di superare la dicotomia mente-corpo, attraverso un unico approccio terapeutico che tenga conto di tutti gli aspetti del paziente, e in cui medicina e psicologia si possano fondere insieme.

Limitarsi a diagnosticare e a curare il sintomo di un malessere fisico senza considerarne gli aspetti psichici alla base, equivale sostanzialmente a negare al paziente la possibilità di arrivare all’origine del problema, alla comprensione della vera causa; così come escludendo gli aspetti fisico-organici da un malessere psicologico si può correre il rischio di tralasciare importanti fattori in grado di influire sul decorso della malattia.

Ecco dunque che il sintomo si rivela come il veicolo di un profondo messaggio di disequilibrio con la vita circostante, un messaggio vitale che include tutti gli aspetti della vita di un individuo e che occorre decifrare per ritrovare il benessere psico-fisico.

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