Il Diapason Energetico/Emotivo: i Fiori di Bach

Scritto da Nancy Aharpour
Visite: 2650
Pin It

Oggi propongo un articolo sulle essenze floreali e sul loro meccanismo di azione all'interno della nostra matrioska.

Ho preso in prestito dalla mia amata Russia il termine matrioska perché ben descrive come è strutturata la nostra anatomia sottile.

 

matrioska

Come descritto in seguito, noi siamo composti da energia, quella che vibra a frequenza più bassa è ben visibile e crea il nostro corpo fisico, le altre compongono i vari corpi astrale, mentale, ecc.

Attraverso la mia esperienza coi fiori di Bach, posso affermare che l'equazione d'onda, o pacchetto quantico, che loro trasmettono all'interno della nostra matrioska grazie alla memoria dell'acqua (La Memoria dell\'Acqua - I Parte, La Memoria dell\'Acqua - II Parte) crea una "interferenza costruttiva" armonizzante che riequilibra gli stati d'animo negativi.

Ci aiutano ad affrontare le nostre paure, i momenti difficili, gli stati di animo sabotanti donandoci la consapevolezza della disarmonia che stiamo sperimentando perché introduciamo nella nostra matrioska il pacchetto d'onda, o frequenza vibrazionale, opposto allo stato d'animo negativo che proviamo.

Buona Lettura!

 


 

[articolo tratto da http://www.ekidiluce.it/articoli.php?art=207 acceduto il 17/5/2014]

Partendo da teorie legate alla Fisica Quantistica, secondo cui tutto è energia, le essenze floreali di Bach sarebbero “vibrazionali” in natura (esattamente come tutto il resto): avrebbero cioè una specifica frequenza vibratoria energetica.

Infatti, tutti gli esseri viventi sono – secondo quest’ottica – un sistema di forze energetiche.

Già antiche pratiche orientali parlano del corpo come costituito non solo di materia, ma di altri corpi energetici a strati, con differente frequenza vibratoria:

CORPO FISICO

CORPO ETERICO

CORPO ASTRALE/EMOTIVO

CORPO MENTALE

CORPO SPIRITUALE

Per molto tempo, tutto ciò è stato considerato solo come il frutto di un’antica mente visionaria.

Ora, le cose stanno cambiando e la Scienza si sta dedicando più che mai a dare prova empirica dell’esistenza dei corpi energetici dell’uomo.

Nel suo studio approfonditissimo sulla Medicina Vibrazionale, Richard Gerber riporta esempi di esperimenti in cui è stato possibile fotografare il Corpo Eterico dell’uomo e delle piante: la difficoltà di tali esperimenti – spiega Gerber – è che le particelle che costituiscono i corpi energetici dell’uomo vibrano a una velocità superiore a quella della luce e noi non abbiamo strumenti in grado di rilevare una tale velocità.

Gli esperimenti con la cosiddetta Camera Kirlian sono quelli che più di ogni altro sono stati capaci di fotografare il primo strato energetico attorno al corpo fisico, definito Corpo Eterico.

Per il momento è impossibile fotografare, e quindi, dare prova empirica dell’esistenza di un Corpo Emotivo e Mentale con una sua precisa frequenza vibratoria, ma è proprio da questa teoria che si sta partendo per indagare gli effetti dei Fiori di Bach sulle emozioni.

Vediamo di riassumere brevemente i postulati che ne sono alla base.

Dunque, postulato che – come sostiene la Fisica Quantistica

    1. Tutto nel cosmo è energia: ogni cosa in Natura è costituito da “quanti” che altro non sono che “pacchetti di onde”.

    2. Ogni “pacchetto di onde” ha una sua frequenza vibratoria specifica.

    3. Ogni “quantum” viene influenzato da un altro quantum per effetto di “risonanza”: il simile attrae il simile in Fisica Quantistica e solo “quanti” di frequenza vibratoria simile sono in grado di influenzarsi a vicenda e sono costantemente interconnessi anche a distanza di tempo e spazio (principio di non località e teorema di Bell) si teorizza che:
      1. anche i pensieri e le emozioni abbiano una propria frequenza vibratoria in grado di alterare il nostro stato fisico agendo attraverso i neuro-trasmettitori (La Psiconeuroimmunologia negli anni ’80 fa riferimento alla capacità della mente di poter agire attraverso il sistema nervoso per alterare la fisiologia del sistema immunitario, responsabile della nostra capacità di combattere la malattia. Un pensiero di paura o di gioia è in grado di alterare le sostanze chimiche del nostro cervello: quindi qualcosa che è non-materia è in grado di alterare la materia. Inoltre, sono proprio di questi tempi gli studi e le ricerche che tentano di dare prova di quelli che vengono definiti “Thought energy fields”, i “campi energetici del pensiero”);

      2. la frequenza vibratoria delle emozioni (o del Corpo Emotivo) è simile a quella emessa dalle essenze floreali;

      3. poiché i quanti si influenzano vicendevolmente per effetto di risonanza, le essenze Floreali – che si suppone vibrino a una frequenza armonica – hanno la capacità di catalizzare la frequenza vibratoria emotiva distorta per riportarla alla sua frequenza vibratoria originaria, almeno temporaneamente (avrebbero un effetto molto simile a quello che ha un diapason per una corda scordata: emetterebbero cioè la frequenza armonica di base su cui una corda dovrebbe accordarsi).

 

 

 

 

 

 

 

 

Questi riferimenti alla fisica quantistica e alle teorie ad essa sottese dovrebbero prima o poi portare la scienza a dimostrare che le Essenze Floreali sono in grado di influenzare il nostro stato emotivo e le nostre emozioni.

Ora se questo avviene davvero, che cosa intendiamo dire esattamente quando sosteniamo che le Essenze Floreali di Bach aiutano a riequilibrare il nostro stato emotivo?

LA FLOWER ESSENCE SOCIETY E GLI ODIERNI STUDI SULLA FLORITERAPIA

Torniamo per un attimo alle intuizioni di Bach: gli stati d’animo negativi possono essere “armonizzati” grazie all’intervento delle essenze floreali.

Detto così, sembra in effetti fantascienza.

Se le essenze floreali fossero davvero in grado di armonizzare da sole i nostri stati d’animo negativi avremmo trovato la panacea di tutti i mali. Ogni floriterapeuta che faccia il suo dovere e abbia familiarità con l’effetto dei Fiori sa benissimo che questa – almeno in parte - è un’illusione.

Gli studi condotti nell’ambito della Floriterapia moderna, in realtà, hanno dovuto “rivedere” alla luce dei fatti le entusiastiche affermazioni del Dr. Bach circa l’effetto miracoloso dei Fiori sulle emozioni e sono giunti alla conclusione che “le essenze floreali non sono rimedi che fanno scomparire dei sintomi emotivi, quanto piuttosto dei catalizzatori di consapevolezza e trasformazione”.

Dal suo punto di vista, Bach sosteneva che la malattia fosse il risultato della “mancanza di consapevolezza della propria più profonda identità spirituale” e che gli stati d’animo negativi fossero la risposta alle interferenze della vita al nostro naturale processo di auto-realizzazione.

Ora, alla luce dei moderni studi, è indubbio che Bach fosse decisamente (e forse oltremisura) ottimista in riferimento all’azione dei Fiori quando affermava che i Fiori sono in grado di “scacciare” un determinato stato d’animo (difetto) e di sostituirlo con il suo contrario (virtù).

E su questo bisogna fare ammenda, se non si vuole dare ragione a chi vede la Floriterapia come una grande beffa.

In realtà, gli studi condotti dalla “Flower Essence Society” californiana, uno degli istituti di floriterapia più importanti al mondo, sembrano condurre a un altro punto di vista, molto più complesso della visione intuita da Bach: i fiori sarebbero in grado “non di sopprimere i sintomi ma di agire come catalizzatori per rafforzare il nostro viaggio di consapevolezza".

Questo viaggio è una ricerca di “wholeness” e richiede il nostro intervento per cambiare le nostre attitudini interne sbagliate e le nostre percezioni alterate” (Patricia Kaminski e Richard Katz, Flower Essence Repertory, Eart-Spirit Ed, 1999).

Senza dubbio, i Fiori intervengono sul nostro stato emotivo, ma non per sopprimerlo o modificarlo in maniera definitiva: avrebbero invece la capacità di “diradare” le nubi causate da stati d’animo negativi per farci intravedere la nostra realtà più profonda.

Sarebbe come a dire che in una stanza piena di voci che ci distraggono (stati d’animo negativi), le essenze floreali sono in grado di abbassare queste voci per farci ascoltare il sussurro del nostro essere più vero (della nostra anima, se vogliamo) e allo stesso tempo di mettere in risalto quella voce che – più di tutte – ci disturba, al fine di poterla affrontare.

Ogni essenza floreale avrebbe la capacità di agire su uno specifico stato d’animo: sempre usando l’esempio delle voci assordanti, potremmo dire che ogni essenza floreale abbassa il volume di quello specifico stato d’animo, sempre che questo venga individuato dal terapeuta: è noto che se l’essenza floreale non è azzeccata, non succede nulla, esattamente come non succede nulla se, cercando di sintonizzarsi su una radio per poterla ascoltare, si sbaglia frequenza.

Secondo il Naturopata tedesco Kraemer questa affermazione non è vera,  esistono delle relazioni ben precise tra i fiori di Bach che legano gli uni agli altri in terne o binari. Se non propriamente combinati i fiori avrebbero un effetto negativo sulle emozioni e quindi sulla persona che li assume.

Personalmente seguo questo metodo poiché sono pienamente convinta della sua validità, ottenendo notevoli successi che non riuscivo invece a ottenere prima di seguire questa tecnica terapeutica. N.d.E

E’ interessante notare, inoltre, che la Flower Essence Society parli – a proposito dei Fiori – della loro capacità di promuovere l’ “integrazione delle polarità all’interno della nostra psiche”.

Vediamo come, nelle parole di Patricia Kaminsky e Richiard Kats (“Flower Essence Repertory” – Flower Essence Society, 1986):

“Prendiamo l’esempio dell’essenza floreale MIMULUS. Mimulus è un’essenza specifica per le paure quotidiane: non crea le paure se dato in dosi massicce come fa l’omeopatia; né fa scomparire la paura, come farebbe un tranquillante. Piuttosto, una persona che assume Mimulus può diventare acutamente più consapevole di uno stato esistente di paura.

Allo stesso tempo, Mimulus incoraggia la persona ad affrontare queste paure, rafforzando quell’energia animica necessaria ad affrontare una tale sfida.

Quindi, possiamo affermare che Mimulus lavora con la polarità paura-coraggio, mettendo l’anima nella condizione giusta per raggiungere un livello maggiore di integrazione. Piuttosto che eliminare la paura, Mimulus ci aiuta ad avere il coraggio di affrontare la paura”.

In una parola, "i fiori agevolano il dialogo con la propria anima”. Ma avere il coraggio di affrontare la paura, non vuol dire affrontarla. Gli studiosi moderni di Floriterapia non lasciano adito a false speranze di “guarigione” miracolosa.

“Le essenze floreali incoraggiano piuttosto che provocare il cambiamento, lavorando su un livello vibratorio. Il loro effetto è evocativo: le essenze stimolano un dialogo interiore con parti nascoste dell’Io, risvegliando spesso dei profondi archetipi psicologici e dandoci accesso ai loro messaggi. Le essenze sono catalizzatori che stimolano ed energizzano il processo di trasformazione interiore, lasciandoci allo stesso tempo liberi di sviluppare o meno le nostre innate capacità (…) Nell’agevolare il nostro processo di consapevolezza, che a volte può essere doloroso, le essenze ci offrono uno stimolo ulteriore per superare le nostre resistenze.

Come dei buoni amici, ci sfidano all’auto-consapevolezza e al cambiamento, ma ci lasciano poi liberi di decidere se cogliere o meno questa opportunità di crescita e di trasformazione dell’anima”. (ibidem)

CONCLUSIONI

“Salute vuol dire accettare la vita, con tutte le sue imperfezioni e contraddizioni. E’ espansione dell’essere che cresce abbracciando tutte le esperienze, piuttosto che rifiutare le limitazioni, il dolore o la sofferenza. In realtà, la sofferenza ha il potere di condurci a un maggiore apprezzamento della vita e ci risveglia al nostro vero potenziale (…).

La salute presume la libertà interiore [Libero Arbitrio.N.d.E.].

La responsabilità è il processo che conduce alla vera libertà, all’abilità di rispondere.

Quando ci comportiamo come dei recipienti passivi di malattie o di farmaci diventiamo oggetti che si fanno manipolare, piuttosto che partecipanti attivi del nostro benessere.

La vera salute richiede un’attiva auto-consapevolezza in cui ognuno si prende la responsabilità delle sfide e delle lezioni della propria vita. (…)

Non c’è un unico modo in cui si possa definire “sana” una persona.

Essere sani vuol dire essere completamente se stessi e non identificarsi con le condizioni sociali imposte o con quella falsa “persona” che abbiamo adottato per venire incontro alle aspettative degli altri.

Ognuno ha la sua propria unica espressione e per raggiungere questo bisogna sviluppare auto-consapevolezza e comprensione” (ibidem).

Nella mia pratica personale di Floriterapeuta posso affermare con certezza che le essenze floreali di Bach sono davvero dei catalizzatori di consapevolezza: non sopprimono lo stato d’animo negativo, come molti sperano e vorrebbero credere, ma agevolano (per motivi misteriosi) il dialogo interiore.

{fcomment id=72}

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna