Alluminio...Nemico o Amico?

Scritto da Nancy Aharpour
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Questo articolo è tratto dalla mia tesina di Alimentazione II Anno accademico della Scuola di Naturopatia.

 

Buona Lettura!

 


[tratto dalla mia tesina di Alimentazione II Anno - Accademia di Naturopatia A.N.E.A.]

Chi l’ha detto che l’alluminio è leggero?

Parliamo di contaminazione da alluminio attraverso il cibo, l’igiene e mille azioni quotidiane da evitare...  

I Metalli pesanti

Da una recente inchiesta dell’American Chemical Registry di Washington risulta che attualmente vengono utilizzate dal mercato oltre 14 milioni di sostanze chimiche diverse e che ogni settimana il loro numero aumenta di diecimila nuove unità. La grande maggioranza di queste sostanze chimiche viene rilasciata nell’ambiente, interferendo quindi necessariamente con il nostro ecosistema.

Tra tutte le sostanze inquinanti i metalli pesanti sono i composti più pericolosi e dannosi. In particolare, la ricerca tossicologica ha recentemente dimostrato l'estrema pericolosità della esposizione cronica a bassi dosaggi. Infatti, i metalli pesanti penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, abiti e trasporti. La loro azione consiste nel bloccare l'attività di numerosi complessi enzimatici. E’ convinzione diffusa inoltre, che i metalli pesanti giochino un ruolo causale o concausale in un numero di patologie assai più vasto di quello attualmente accertato. 

I metalli pesanti più comuni quotidianamente assunti dall’ambiente con aria, acqua e cibo sono il piombo, il mercurio, l’arsenico, il cadmio, l’alluminio, il nichel e lo stagno. L’assorbimento dei metalli pesanti a livello gastrointestinale varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza (elementare o ionico) del metallo. 

Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli secondo cinetiche dipendenti da: diffusibilità, forma di legame, velocità di biotrasformazione e disponibilità di ligandi intracellulari. 

Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella gastrointestinale. In minima parte l’eliminazione può avvenire per salivazione, traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione della pelle e perdita di unghie e capelli. 

Alcuni organi (ossa, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e per anni. 

Alcuni metalli come il ferro, il rame e il selenio in bassissime concentrazioni (tracce) sono necessari allo svolgersi delle normali funzioni metaboliche, ma risultano essere tossici a dosaggi superiori. 

Altri metalli, invece, come il piombo, il mercurio e l’alluminio, vengono definiti xenobiotici[1] e in teoria esercitano effetti tossici sull’organismo qualsiasi sia il livello di esposizione. Il livello dei metalli nel sangue e nelle urine riflette la recente esposizione agli stessi e la valutazione risulta generalmente di forte sottostima rispetto alla quantità dei metalli effettivamente accumulata nei tessuti e negli organi.

Il contenuto dei metalli nei capelli è in rapporto alla quantità del metallo presente nel sangue al momento in cui il capello veniva formandosi e non riflette l’accumulo a lungo termine che si è verificato a livello degli organi; inoltre solo determinate forme del metallo si accumulano nel capello.

Alluminio

Il nome Alluminio è derivato dal nome antico per l'allume (solfato alluminoso di potassio), quale era alumen (Latino, significa sale amaro). L'alluminio era il nome originale dato all'elemento da Humphry Davy ma altri iniziarono a chiamarlo alluminio ed esso divenne il nome accettato in tutta Europa. Tuttavia, negli Stati Uniti il nome preferito era aluminum e quando la società chimica americana dibatté su tale argomento, nel 1925, decise di chiamarlo aluminum. Il numero atomico è 13 e il simbolo è Al.

Si tratta di un metallo duttile color argento. L'alluminio si trova principalmente nei minerali di bauxite ed è notevole la sua resistenza all'ossidazione, la sua morbidezza, e la sua leggerezza. L'alluminio grezzo viene lavorato tramite diversi processi di produzione industriale, quali ad esempio la fusione, la forgiatura o lo stampaggio.

L'alluminio viene usato in molte industrie per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l'economia mondiale. Componenti strutturali fatti in alluminio sono vitali per l'industria aerospaziale e molto importanti in altri campi dei trasporti e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie.

Avvolti nell'alluminio

L’80% delle persone che esegue un test mineralogramma dei capelli, scopre di essere intossicato dall’alluminio. Una percentuale da brivido. Che non meraviglia se si pensa che l’alluminio oggi viene usato in grandissimi, enormi quantità sia nel campo alimentare, che in quello medicinale e cosmetico.

Se si pranza ad una mensa o ad un ristorante, ad esempio, si ha un’ottima probabilità di mangiare dei cibi cotti in pentole di alluminio. Allo stesso modo anche i cibi contenuti nei contenitori argentati e nella carta stagnola sono contaminati.

L’Alluminio è contenuto anche nella birra e nelle bevande gassate in lattina (a maggior ragione se sono bevande acidificate). Ne basta una al giorno per generare una minima intossicazione. Altro ricettacolo è il latte, che in Italia è confezionato quasi esclusivamente in tetrapak, foderato internamente di alluminio. Lo stesso dicasi per i succhi di frutta ed altri alimenti come la panna. 

Ecco alcuni esempi: 

  • I panetti di burro avvolti in carta argentata.
  • Budini e yogurt chiusi con un tappo argentato.
  • I biscotti contenuti in scatole foderate di una carta color argenteo.
  • Cacao, sale e lievito tradizionali. Il silicoalluminato è una polvere fine che viene usata per mantenerli secchi. Da preferire quelli biologici.
  • Farina bianca. Viene usato l’allume di potassio per sbiancarla.
  • Alcuni formaggi, in particolare quelli più lavorati, dove viene impiegato il fosfato di sodio ed alluminio come emulsionante.
  • Nell’acqua che esce dal rubinetto, in quanto a sempre più acquedotti viene aggiunto alluminio come agente flocculante che serve a rimuovere le impurità.
  • L’alluminio viene aggiunto generalmente al sale da cucina per evitarne l’indurimento.

 L’alluminio inoltre è contenuto anche in altri tipi di prodotti per l’igiene e negli stessi medicinali:

  • Nei tubetti di dentifricio e nei contenitori di medicinali (i famosi blister).
  • Nei deodoranti/antitraspiranti. Qui il cloruro di alluminio è un ingrediente inibitore della sudorazione. Se usati giornalmente, vengono assorbite significative quantità di alluminio tramite la pelle.
  • Negli antiacidi (Maalox, Mylanta, Riopan, Alka-Selzer, e altri ancora).
  • Nei cosmetici anche di marca (rossetti, phard, matite, ecc.). 

Per avere la certezza che tale metallo non sia presente nella composizione si può leggere con attenzione le etichette, evitando prodotti che contengono sostanze che iniziano con “ALLUM”.

Diventa quindi importante cercare sempre di leggere le etichette di quello che si acquista: in fin dei conti un cosmetico, come pure un deodorante, non viene acquistato ogni giorno.

In ogni caso è bene sapere che esistono persone sensibili a tale metallo, ed altre meno sensibili che inspiegabilmente non lo accumulano nell’organismo. 

Come riconoscere l’intossicazione da alluminio?

L’alluminio viene facilmente assimilato dal corpo e accumulato nelle arterie, anche se il suo assorbimento dipende da alcuni fattori, quali i livelli di minerali antagonisti ed il livello dell’ormone paratiroideo. Parte dell’alluminio viene assorbito per via orale e si accumula nel cervello e in altri organi, in particolare nei reni, nei polmoni, nella tiroide, nel fegato, nelle ossa e nell’intestino.

E’ molto difficile determinare l’intossicazione da alluminio dall’esame del sangue, in quanto vi rimane per troppo poco tempo e viene subito immagazzinato in altri tessuti.

Tuttavia, ci sono due metodi di controllo molto affidabili: il primo è il test mineralogramma del capello, dove viene prelevato un grammo di capelli dalla nuca e inviato in Arizona per avere un esame completo dei minerali e dei metalli pesanti presenti nel nostro organismo.

Il secondo è il test kinesiologico, eseguito da un naturopata/omeopata di fiducia.  

Sintomi di intossicazione

Il contenuto totale di alluminio nel corpo di un individuo adulto varia da 0 a 150 milligrammi. La quantità media ingerita giornalmente va dai 10 ai 100 milligrammi. Di questa quantità il corpo riesce facilmente a eliminare una percentuale che va dal 74 al 96%.

E’ stata dimostrata la costante associazione di accumuli di alluminio in patologie caratterizzate da disturbi mentali quali: Alzheimer,  Parkinson e Down.

Benché l’assunzione giornaliera non dovrebbe superare i 20 mg è da notare che una singola compressa di aspirina ne contiene 10 – 52 mg.

Le piogge acide favoriscono l’assunzione di alluminio da parte delle piante e dei vegetali. Negli animali iniettando sperimentalmente microscopiche quantità di alluminio in prossimità dell’ippocampo, dove si fissa nei neuroni piramidali, si ottiene un comportamento simile a quello della demenza umana.[2]

L’accumulo nell’uomo avviene con grande lentezza probabilmente in misura di pochi nanogrammi al dì, per cui all’età di 60 anni la quantità di alluminio può raggiungere quantità significative.

Nell’isola di Guam, il 12% della popolazione presenta la "sindrome di Lou Gehrig" sclerosi laterale amiotrofica , che sembra essere correlata ai livelli eccessivi di alluminio nell’acqua.

Tra i vari sintomi di intossicazione possiamo avere: 

  • Pneumoconiosi.[3]
  • Sequestro di fosfati dal tratto gastrointestinale con osteoporosi e rachitismo,
  • Reazioni cutanee.
  • Nefrite.
  • Epatopatie.
  • Coliti.
  • Ipereattività nei bambini.
  • Problemi di apprendimento e riflessi di parola lenti (diffuso tra i bambini).
  • Problemi di coordinazione.
  • Scarsa memoria, confusione mentale. Recenti studi hanno riscontrato nelle autopsie di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, un significativo aumento di alluminio nel cervello.
  • Cefalee, mal di testa, tensione cerebrale.
  • Coliche di media/forte intensità, talvolta con problemi digestivi.
  • Anemia. L’alluminio interferisce con il metabolismo del ferro.
  • Sono possibili alcuni disturbi del sangue, come emolisi e leucocitosi.
  • Carie dentaria. L’alluminio compete con il fluoro impedendone l’assorbimento
  • Ipoparatiroidismo (con sintomi quali freddolosità, problemi di circolazione, rallentato metabolismo).
  • Disfunzioni renali.
  • Disturbi neuromuscolari.
  • Osteomalacia, con conseguente incremento di fratture ossee.
  • Possibile aggravamento dei sintomi del morbo di Parkinson.
  • Osteoporosi (causata da una interferenza dell’alluminio con il metabolismo del calcio ).
  • Anemia sideropenica (da interferenza metabolica con il ferro). 

Come possiamo notare, l’ALLUMINIO è un vero e proprio nemico della nostra salute. Abbiamo già visto che è contenuto in tantissimi farmaci, in primis gli “anti-acidi”, sotto forma di idrossido di alluminio ma, quel che è peggio, è che ora, lo si ritrova anche nei vaccini che propinano ai nostri figli.

I “sacri” testi di PEDIATRIA, ci insegnano, come il sistema nervoso di un bambino, raggiunga la totale maturità, intorno ai tre anni di vita: VI SEMBRA UTILE BOMBARDARE UN NEONATO CON INNUMEREVOLI VACCINAZIONI CHE CONTENGONO IL TANTO NOCIVO ALLUMINIO?

Considerata la alta neuro-tossicità di tale metallo, non c’è forse da pensare che esso possa, in qualche modo, interferire con la normale crescita e sviluppo del sistema nervoso dei nostri figli, causando, ad es: epilessia, convulsioni, difficolta’ cognitive, autismo (recenti studi Americani, dimostrano un aumento di alluminio nei capelli dei bambini affetti da autismo).

Purtroppo, l’informazione sanitaria a proposito dei danni da vaccino è limitata a qualche ipotetico effetto collaterale a breve termine come febbre, dolenza nel punto di inoculazione, dolori muscolari. Tutti transitori e facilmente controllabili mediante uso di antipiretici e/o analgesici.

In realtà, quando vacciniamo un bambino, dobbiamo tenere soprattutto conto di questa potenziale neuro-tossicità dell’alluminio a breve e lungo termine, onde evitare di preservare i nostri figli dal contrarre le comuni malattie infettive dell’infanzia, per poi esporli al rischio di ammalarsi di ben più gravi e croniche malattie.

Ma, d’altro canto, in un ottica puramente commerciale, si sa: una malattia infettiva dell’infanzia impone il consumo di farmaci per un breve lasso di tempo, mentre un effetto tossico a lungo termine di un vaccino, determina un consumo di farmaci per tutta la vita. 

È un business a scapito della nostra salute? 

Come eliminarlo dal nostro organismo?

La disintossicazione da alluminio è una delle più semplici da portare a termine, ma si devono assolutamente rimuovere tutte le sorgenti di tale metallo, soprattutto dal cibo. Secondariamente si dovrebbe agevolare l’eliminazione con l’aiuto dei seguenti integratori alimentari: 

  • Vitamina C con bioflavonoidi, almeno 3-4 grammi al giorno.
  • Ferro ottenuto da vegetali e frutta, meglio se completato con vitamine del gruppo B.
  • Selenio compresse: 1 colazione e 1 cena.
  • B6 100 mg: 1 colazione e 1 cena.
  • B complex: 1 colazione e 1 cena.
  • 1 fiala di oligoelemento Fluoro due volte la settimana, a digiuno 20 minuti prima della colazione.
  • Calcio e Magnesio preferibilmente in polvere. Per avere la conferma che sia completamente assorbibile dal nostro organismo, lasciare un cucchiaino o una compressa per una notte in un bicchiere di acqua: se si dissolve completamente va bene.
  • Ottimo è anche il rimedio omeopatico Allumina 15 CH, che aiuta l’organismo a eliminare più velocemente il metallo tossico.
  • Assicurarsi che la dieta sia ricca di fibre: per la fibra naturale consumare frutta e verdura preferibilmente crudi:
    • aglio,
    • asparagi,
    • banane,
    • broccoli,
    • cavoli,
    • mele,
    • melone,
    • patate dolci,
    • pompelmi,
    • prugne secche,
    • uvetta,
    • vegetali a foglia verde
    • zucca sono i più ricchi di fibre,
    • riso integrale biologico,
    • pane integrale (attenzione: quello che acquistate nei panifici che presenta le macchioline della crusca e viene venduto come integrale, è composta invece da farina bianca addizionato a crusca trattata con pesticidi ed antimuffe, senza alcuna traccia del germe di grano; il vero pane integrale è di colore marroncino/bruciato uniforme),
    • pasta integrale bio,
    • frutta secca in quantità.
    • Bere molte tisane di rosa canina bio, ricchissima di vitamina C.

In ogni caso, il tempo medio di eliminazione completa è di circa 1 anno. 

Effetti ambientali dell'alluminio

Gli effetti di alluminio sono stati portati alla nostra attenzione, soprattutto a causa di problemi d'acidificazione. L'alluminio può accumularsi in piante e causare problemi di salute per gli animali che consumano tali piante.

Le concentrazioni di alluminio sembrano essere più alte nei laghi acidificati. In questi laghi il numero di pesci e di anfibi sta diminuendo a causa delle reazioni degli ioni alluminio con le proteine nelle branchie dei pesci e negli embrioni delle rane.

Alte concentrazioni di alluminio causano non soltanto effetti sui pesci, ma anche su uccelli e su altri animali che mangiano i pesci e gli insetti contaminati e sugli animali che respirano alluminio attraverso l'aria. Le conseguenze sugli uccelli che mangiano i pesci contaminati consistono nell'assottigliamento dei gusci delle uova nella nascita di pulcini sotto peso. Le conseguenze sugli animali che respirano alluminio attraverso l'aria possono essere problemi ai polmoni, perdita di peso e diminuzione dell'attività.

Un altro effetto dell'alluminio negativo per l'ambiente è che i suoi ioni possono reagire con i fosfati, e ciò induce i fosfati ad essere meno disponibili per gli organismi acquatici.

Alte concentrazioni di alluminio possono essere presenti non soltanto in laghi acidificati e nell'aria, ma anche nell'acqua freatica di terreni acidificati. Ci sono forti prove sulla capacità dell'alluminio di danneggiare le radici degli alberi quando sono situate in acqua freatica.

Sitografia

  • http://www.tuttotrading.it/granditemi/farmacologia/040524intossicazionealluminio.php (acceduto il 8/9/2007).

  • http://www.traterraecielo.it/giornale/leggi.php?id=236#top (acceduto il 8/9/2007).

  • http://www.arpa.veneto.it/glossario_amb/htm/ricerca_glossario_rischi.asp?lettera=X (acceduto il 8/9/2007).

  • http://mediahealth.com/servizi/centromed/terapchel1.htm (acceduto il 8/9/2007).

  • http://www.wikipedia.it (acceduto il 8/9/2007).

  • http://www.laleva.cc/almanacco/alluminio.html  (acceduto il 8/9/2007).

  • http://www.lenntech.com/italiano/tavola-periodica-elementi/Al-it.htm (acceduto il 8/9/2007).

  • http://www.enxerio.com/articolo.asp?a=47 (Vaccinare i nostri figli: sì o no) (acceduto il 8/9/2007).

 



[1] Con il termine xenobiotico si definisce una sostanza chimica che è estranea al sistema biologico. La categoria include i farmaci, i contaminanti ambientali, gli agenti cancerogeni, gli insetticidi, ma anche composti di origine naturale e composti che si originano per l’aggiunta di additivi chimici o in seguito alla cottura dei cibi. In rapporto alla loro natura e concentrazione, gli xenobiotici possono determinare effetti nocivi sull’uomo, sull’animale o in generale sugli ecosistemi.

 

[2] Mi dissocio completamente da questo metodo barbaro e primitivo di “sperimentazione”, lo riporto solo per conoscenza. (N.d.A.).

 

[3] La Pneumoconiosi è un'affezione dei polmoni provocata dall'inalazione di polvere, caratterizzata dalla comparsa di formazioni fibrotiche nodulari nei polmoni.

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