I 38 Fiori di Bach

Scritto da
Visite: 15154
Pin It

 

Edward Bach, famoso medico batteriologo gallese dei primi anni del secolo corso, propose una visione semplice della malattia e trovò un “rimedio” ad essa che fosse alla portata di tutti.

 

La parola chiave che guidò le sue ricerche fu “semplicità”, da cui elaborò tutto il suo pensiero. Spostò il fulcro del problema dalla malattia all’uomo, affermando che non si deve curare la patologia bensì gli esseri umani e come essi reagiscono al disturbo.

 

Osservò che una stessa malattia provoca risultati differenti in persone differenti. Egli disse:

 

“Se gli effetti fossero sempre gli stessi in tutte le persone, sarebbe facile conoscere quale nome dare alla malattia: non è così; e questa è la ragione perché spesso nella scienza medica sia così difficile dare un nome al particolare disturbo di cui soffre un paziente. Non è la malattia che è importante. È il paziente, il modo con cui lui o lei sono ammalati che è la nostra vera guida alla guarigione ”.

Da “Le Opere Complete”, pag. 18. Edward Bach, 2002 Macro Edizioni.

 

Il nostro carattere determina le reazioni che esprimiamo come risposta agli eventi della vita quotidiana e questa risposta non appartiene al corpo ma alla mente, che costituisce la parte più debole e sensibile del nostro essere umano.

 

Proprio per questo Bach afferma che non dobbiamo meravigliarci se la mente, con il suo caleidoscopio di emozioni, è la prima a manifestare i sintomi di una malattia ancor prima che compaiano nel corpo.

 

Quando “non siamo del tutto in noi stessi” siamo più deboli e soggetti alle patologie, così se interveniamo sul “non essere in noi stessi” per riportare l’equilibrio e ritrovare “noi stessi”, la malattia “si scioglie come neve al sole”.

 

Secondo Bach ognuno di noi è in collegamento con il proprio Sé Superiore, fino a che questo collegamento rimane aperto e attivo si ha lo stato di salute. Nel momento in cui cause esterne, interferenze di terze persone, influenze ambientali varie interrompono questo collegamento si ha l’insorgere dello stato disarmonico.

I 7 GRUPPI

Bach individua che “la malattia è essenzialmente il risultato di un conflitto fra l’Anima e la Mente e non potrà mai essere estirpata se non con un lavoro di tipo spirituale e mentale”.

 

La terapia secondo Bach consiste non nel battersi contro un difetto ma nel superarlo con l’aiuto della virtù opposta alla cattiva inclinazione.

 

Egli individua la vera malattia nei grandi difetti umani: orgoglio, crudeltà, odio, egoismo, ignoranza, instabilità e avidità.

 

A seconda del carattere delle persone questi difetti si concretizzano in stati di animo differenti che Bach cataloga in 7 macro-gruppi, ognuno dei quali racchiude le varie sfaccettature del problema alle quali egli associa un fiore terapeutico.

  • Per chi vive la solitudine – sentimento generato dall’orgoglio. La solitudine è un allontanamento dagli altri. Orgoglio ed egocentrismo portano spesso a isolarsi o a sentirsi isolati, creando disarmonia e rigidità interiore. Non a caso, questo stato produce varie forme di rigidità e tensione muscolare, incapacità a rilassarsi, stress nervoso, sonno disturbato.

Fiori terapeutici: WATER VIOLET, IMPATIENS, HEATHER.

  • Scoraggiamento e disperazione – sentimenti generati dalla crudeltà. Sono stati d’animo frequenti e comuni agli esseri umani. La perdita di speranza, lo scoraggiamento, che non permettono più di affrontare le situazioni difficili della vita, conducono gradualmente alla convinzione che non ci sia nulla in cui credere o alla disistima di sé. Questo può aprire la via al rifugiarsi in alcool o droghe, in forme di masochismo ed esaurimenti nervosi, oltre alla predisposizione a contrarre più facilmente la malattia.

Fiori terapeutici: LARCH, PINE, ELM, SWEET CHESTNUT, STAR OF BETHLEHEM, WILLOW, OAK, CRAB APPLE.

  • Ipersensibilità – sentimento generato dall’odio. L’ipersensibilità non è in realtà uno stato d’animo positivo, ma un eccesso di sensibilità che può derivare sia da sentimenti egoistici che da altruismi devianti, che portano a sottomissione o a perdita di identità. Turbe emotive, stati ansiosi, esaurimenti, possono essere spesso la conseguenza di questi modi di rapportarsi con se stessi e con gli altri, e possono causare dipendenze da alcool, psicofarmaci, cibo, o tic nervosi.

Fiori terapeutici: AGRIMONY, CENTAURY, WALNUT, HOLLY

  • Per chi non prova interesse per il presente – sentimento generato dall’egoismo. È uno stato mentale che crea allontanamento o rifiuto della realtà, si è presi completamente dai propri problemi o dai ricordi. Questa dissociazione dalla realtà porta anche ad una dissociazione da se stessi, con perdita di memoria, mancanza di concentrazione, stati di sonnolenza e di apatia, calo di energia, insonnia, nevrastenia, nevrosi e tutte quelle malattie d’introspezione.

Fiori terapeutici: CLEMATIS, HONEYSUCKLE, WILD ROSE, OLIVE, WHITE CHESTNUT, MUSTARD, CHESTNUT BUD.

  • Per chi vive nella paura - sentimento generato dall’ignoranza. La paura può essere causata da eventi concreti oppure indefinibili, può anche essere causata dal timore del giudizio degli altri. In qualsiasi di questi casi essa è sicuramente atrofizzante, può portare a blocchi decisionali, nonché a creare vere e proprie fobie, ossessioni, attacchi di panico e nevrosi. Secondo Bach, come naturale conseguenza di questa emozione abbiamo la miopia, l’indebolimento della vista e dell’udito.

Fiori terapeutici: ROCK ROSE, MIMULUS, CHERRY PLUM, ASPEN, RED CHESTUT.

  • Per chi vive nell’incertezza – sentimento generato dall’instabilità. Il dubbio e l’incertezza irrigidiscono il pensiero e l’azione. L’incapacità di decidere genera sfiducia in se stessi, pessimismo, prostrazione, insoddisfazione. E’ uno stato d’animo che provoca spesso malattie croniche, depressione, stanchezza, fragilità nervosa, instabilità emotiva e disturbi che colpiscono il movimento e la circolazione.

Fiori terapeutici: CERATO, SCLERANTHUS, GENTIAN, GORSE, HORNBEAM, WILD OAT.

  • Eccessiva cura degli altri – sentimento generato dall’avidità. Un’eccessiva tensione mentale, o un entusiasmo eccessivo con cui si possono coltivare idee o attività, si può manifestare spesso con l’imposizione agli altri delle proprie convinzioni e verità. Si può sviluppare una certa rigidità verso chi ci circonda o verso se stessi, usando in modo distorto l’energia vitale e mentale, fino a forme di sopraffazione o manipolazione. Le patologie che possono derivare da questo stato sono spesso disturbi cardiaci, circolatori, linfatici, allergie, disturbi gastro-intestinali.

Fiori terapeutici: CHICORY, VERVAIN, VINE, BEECH, ROCK WATER.

I 12 GUARITORI

La classificazione appena esposta è il risultato dell’opera completa di Bach frutto di anni di studio e sperimentazione. Cronologicamente parlando, i primi fiori da lui scoperti intorno alla fine del 1930 furono quelli che lui chiamò i “Dodici Guaritori” (La Lesione dell'Anima). Essi rappresentano dodici stati d’animo negativi fondamentali che provocano disturbi fisici e per i quali egli trovò il fiore riequilibrante.

 

Questi “dodici guaritori” corrispondono ad una personalità congenita di ognuno di noi, personalità che secondo Bach ci viene rivelata dalla Luna a secondo del segno dello zodiaco nel quale essa si trova al momento della nascita. (Da “Le Opere Complete”, pag. 116 e segg. Edward Bach, 2002 Macro Edizioni.)

Da questa analisi si può evincere:

 

  1. il tipo di personalità;
  2. il suo oggetto e il suo compito nella vita;
  3. il rimedio che lo assisterà in quel compito.

(Per approfondimenti sul tema si consiglia la lettura di Astrologia e Floriterapia di Peter Damien)

Bach individuò 12 stati d’animo che erano alla base della malattia ed erano: il ritegno, la paura, l’irrequietezza o la preoccupazione, l’indecisione, l’indifferenza, la debolezza, il dubbio, l’entusiasmo, l’ignoranza, l’impazienza, il terrore, il dolore.

 

Sempre secondo il suo pensiero, i sette stadi della guarigione sono: PACE, GIOIA, CERTEZZA, SPERANZA, FEDE, SAGGEZZA, AMORE.

 

I Fiori classificati come i dodici guaritori, con le personalità a essi associate sono:

  1. CLEMATIS per l’indifferenza.
  2. AGRIMONY per la tortura mentale, la sofferenza psichica.
  3. SCLERANTUS per l’indecisione.
  4. CERATO per la sfiducia in se stessi.
  5. IMPATIENS per la tensione.
  6. CENTAURY per la debolezza.
  7. WATER VIOLET per la solitudine.
  8. MIMULUS per la paura.
  9. VERVAIN per l’eccessivo entusiasmo.
  10. CHICORY per l’invadenza.
  11. GENTIAN per lo scoraggiamento.
  12. ROCK ROSE per il terrore.

I 7 AIUTI

Bach si rese conto che se uno stato disarmonico perdurava da molto tempo, i 12 Guaritori non erano poi così efficaci quindi si mise alla ricerca di altri rimedi. Scoprì così “i sette aiuti” che erano indicati per stati di animo persistenti da lungo tempo, come lo sono i disturbi cronici. Questi fiori aiutano una cronicizzazione o un’enfatizzazione di alcune caratteristiche individuali presenti già nei 12 fiori di base, acutizzata dagli eventi della vita.

Quindi i primi 12 rimedi sono utili in caso di disarmonie improvvise e recenti mentre per patologie croniche sono terapeutici i seguenti fiori.

  1. OLIVE: per coloro che sono pallidi, esausti e logori. È indicato per chi è provato dallo stress e non regge il peso dalle attività quotidiane. Per coloro che sono schiacciati dalla fatica mentale.
  2. GORSE: per chi sente che il proprio caso è disperato.
  3. OAK: per chi lotta con tutte le forze per la guarigione oppure per coloro che sono in preda a un senso del dovere sproporzionato.
  4. VINE: per chi desidera prevaricare gli altri per desiderio di dominio e di ambizione.
  5. HEATHER: per coloro che rifuggono la solitudine invadendo senza premure gli spazi altrui in preda all’egocentrismo. Per coloro che attaccano bottone usando gli altri.
  6. ROCK WATER: per coloro che tendono a deprimersi ed essere troppo severi con se stessi. Per chi si reprime e finge rigidità morale per essere d’esempio.
  7. WILD OAT: per gli indecisi rispetto al ruolo da assumere nella vita.

I 19 ASSISTENTI

Successivamente alla scoperta dei primi 19 rimedi, Bach si rese conto che la sua opera non era ancora completa. Rifletté sul fatto che tutti i rimedi trovati fino a quel momento erano piante semplici con un ciclo di vita breve, mentre molti mali dell’uomo sono di vecchia data, vengono dal passato e durano nel futuro, quindi rivolse la sua attenzione alla “forza degli alberi” e trovò altri 14 rimedi. Gli ultimi 5 fiori che costituiscono “il coronamento” furono scoperti da Bach con enorme sofferenza e negli ultimi momenti della sua vita.

La forza degli alberi

  1. CHERRY PLUM: paura di perdere il controllo, escandescenze improvvise.
  2. ELM: sensazione temporanea di non essere all’altezza perché sopraffatti dalle responsabilità, ci si sente oppressi dal proprio compito.
  3. PINE: sensi di colpa, mancanza di coraggio.
  4. LARCH: profonda convinzione di non essere all’altezza, senso d’inferiorità.
  5. WILLOW: risentimento, sentirsi con le spalle al muro, amarezza vittimismo.
  6. ASPEN: paura di cose sconosciute, presentimenti.
  7. HORNBEAM: stanchezza mentale, sindrome del lunedì mattina.
  8. SWEET CHESTNUT: disperazione profonda, crisi d’identità.
  9. BEECH: intolleranza, ipercriticismo.
  10. CRAB APPLE: sensazione di sporcizia interiore, desiderio di purificazione, senso di vergogna di sé.
  11. WALNUT: influenzabilità, momenti di cambiamento.
  12. CHESTNUT BUD: tendenza a ripetere gli stessi errori.
  13. WHITE CHESTNUT: pensieri ricorrenti continui.
  14. RED CHESTNUT: eccessiva preoccupazione per il benessere degli altri.

Il Coronamento

  1. HOLLY: invidia, gelosia, diffidenza, rabbia.
  2. HONEYSUCKLE: nostalgia per il passato, rimpianto
  3. WILD ROSE: apatia, rassegnazione.
  4. STAR OF BETHLEHEM: traumi, shock presenti e passati.
  5. MUSTARD: depressione improvvisa senza motivo.

 

Categoria: /